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L'autrice Iris Vignola è nata a La Spezia, dove vive attualmente.

Nel Fantastico Mondo delle Fiabe è la sua raccolta di dodici racconti per bambini e per chi ama

ancora sognare, pubblicata in due edizioni differenti, con nuove illustrazioni. La prima fiaba, la

Principessa velata, è stata il tema della prima rappresentazione teatrale dell'Accademia di Danza

"La Maison de la Danse" di La Spezia, fondata e diretta da sua figlia Emmanuelle Ricco.

Tra non molto il suo libro di fiabe, già tradotto in inglese, avrà il marchio della casa editrice

Boulevard Books, Staten Island, N. Y.

Tre suoi libri di poesia sono pubblicati nei vari canali Web, il primo scritto a quattro mani con il

poeta Horion Enky: Unico Amore - Non sogno e non realtà - Dinanzi a me, c'è solo il mondo.

Sta realizzando il testo finale della sua trilogia fantasy La Stirpe di Luce.

La Scelta di Asaliah, il primo, è stato recentemente edito da Boulevard Books nelle versioni italiana

e inglese (Dynasty of Light - Asaliah's choice)) e pubblicato sui maggiori canali Web.

Alcune sue liriche si trovano in diverse antologie di vari poeti, realizzate unicamente a scopo

benefico.

Breve passo di La scelta di Asaliah

La notte è completamente buia, priva del chiarore argenteo della luna, che si è nascosta dietro nuvoloni scurie gonfi di pioggia che coprono tutto il cielo.

Anche le stelle sembrano scomparse. Si è alzato un forte vento che sibila minaccioso.

All'improvviso, un lampo squarcia l'aria, seguito da un potente tuono.

Il bagliore ha rischiarato per un istante il cielo, che è subitamente tornato del colore del carbone. Altri lampi si susseguono al primo e i tuoni sono così violenti, da far sussultare gran parte delle persone che stavano dormendo o stanno cercando di farlo. Sopra New York e verso il nord di Manhattan, imperversa un forte temporale primaverile, come non se ne vedevano da tempo.

Quelli che si trovano ancora per strada, in cerca di divertimento nella tiepida notte newyorkese,

corrono sotto l'acqua che scende a catinelle, coprendosi le teste con le giacche tirate su o le signore con le borsette, correndo verso i locali ormai superaffollati.

Scrosci d'acqua violenti battono fragorosamente contro i vetri della finestra. Il bagliore di un nuovo

lampo accecante squarcia le tenebre assolute di quel cielo così arrabbiato ed illumina per un momento la

cameretta di Yezalel, mettendo in luce due ombre che si stagliano davanti alla finestra e, lentamente, si

avvicinano al lettino della bimba. Una folata di aria gelida pervade la stanza e vi aleggia uno strano odore di zolfo.

In un angolo della cameretta Kyra, che dormiva tranquilla dentro il suo bel cesto di vimini, osserva,

immobile nell'inquietante attesa di qualcosa di terribile che sta per accadere, l'avanzare delle due entità. I

suoi sensi percepiscono il fluido malefico che esse trasmettono. Dalla sua bocca, esce soltanto un flebile

lamento.

Altazar e Damien la guardano negli occhi, incutendo, nella cucciola, un terrore palpabile, poi posano il

loro sguardo fiammeggiante sulla piccola, immersa in un sonno profondo. E' molto bello quel visino dai

lineamenti perfetti: le labbra rosse e ben disegnate come quelle di papà, gli occhi grandi, con ciglia lunghe

come quelli della mamma. I capelli, di un bel biondo dorato, lo

incorniciano e riccioli scendono dal capo verso la fronte, le guance, le spalle, dove gli occhi penetranti dei

due angeli del male si soffermano. La natura angelica della piccola sta venendo alla luce. Le due piccole ali crescono insieme a lei, presto sarebbe stato impossibile nasconderle. E' ormai giunto il momento...

Un ennesimo lampo abbagliante irradia di luce la stanza avvolta nell'oscurità. Yezalel spalanca

improvvisamente gli occhi, come se una forza interiore l'avesse avvertita del pericolo imminente.

Per un solo istante incontra i loro occhi agghiaccianti e urla, urla con quanto fiato ha in gola:

<Mammaaa... papaaà...>

Asaliah e Mikael entrano in un battibaleno. I demoni sono svaniti nel nulla, il buio ha ingoiato tutto.

Accendono la luce.

La bimba si è infilata interamente sotto le lenzuola, terrorizzata e sta singhiozzando. <I mostri... I

mostri...> Ripete, fra le lacrime.

Anche Kyra è spaventata e sta tremando, dentro la sua cuccia.

<Stai tranquilla tesoro, non c'è nessuno, hai fatto solo un brutto sogno.>

Le dice la mamma, mentre le tira giù il lenzuolo dalla testolina bionda.

<No mamma, li ho visti davvero...> Insiste, tra i singhiozzi.

<Sai che cosa facciamo adesso? Portiamo il tuo lettino nella camera di mamma e papà, così i mostri

non verranno più.>

<Portiamo anche Kyra>

<Certo, cara.>

<Si sono introdotti davvero in casa, Yezalel non ha sognato. Appena siamo entrati nella sua

cameretta, ho percepito la loro presenza, il loro odore.> Sussurra a suo marito, tremando sconvolta.

Asaliah sa che l'incubo è iniziato...

 

 

 

 

 

 

 

Silvio Fusco è nato il 5 marzo 1971 a Latina. Ha vari interessi tra cui la letteratura e l'arte contemporanea. Come hobby: disegno, scultura, scrittura. Ha svolto l'attività di Consulente del Lavoro e collaboratore alla Sezione Didattica Guida Turistica e Museale presso Soprintendenza Beni A.A.A.S. di Caserta. Ora sta cercando di svolgere qualche attività dove possa esternare la sua grande passione per l'arte, la scrittura e per tutto quanto richieda fantasia e creatività.

L'acqua per i pesci

"Hai cambiato l'acqua ai pesci? Mi ascoltiiii?"

Le urla della mamma sono sempre le stesse e della stessa intensità.

"Non hai il minimo senso di responsabilità! E pure ormai sei grande! Basta, ci rinuncio".

Le rinunce della mamma sono sempre le stesse e dallo stesso significato.

E pure ormai sei grande.

Grande.

Meno male che ci sono le cuffiette e la musica.

 

Ho ventisei anni.

L'anno scorso non sono riuscito a dare nessun esame all'università ed ora eccomi qua dentro.

In caserma.

In caserma a fare il militare.

Nuovamente in caserma, dopo un pò di giorni di licenza a casa, cioè l'altra caserma, quella più confortevole e dove si può non ubbidire agli ordini (mica differenze da poco).

Nuovamente sera. Fredda e livida.

Nuovamente questi cancelli e queste mura.

Gli alberi, qua dentro, sono dritti, ben potati e rigidi. Senza l'anima. L' hanno potata insieme alle foglie ed ai rami ribelli. Ciò che si ribella, qua dentro, viene subito potato, senza chiedere il permesso.

Uguali ragazzi che ritornano da uguali giorni di licenza, con uguali groppi in gola, con uguale forza. per nasconderli.

Non voglio entrare. Non voglio vedere nessuno di loro. Non voglio vedere la mia stanza né il mio letto né il mio armadietto. Non voglio ricominciare a contare quanto manca alla fine. Alla fine di che? E cosa inizierà dopo?

E' inutile chiedere com'è andata. Qualunque cosa è meglio di quello che faremo fino alla prossima licenza.

Penso ai miei due pesciolini rossi.

Non so perché.

 

Meglio mettersi subito a dormire o a tentare di farlo.

Sono abituato a dormire in una stanza tutta per me. Da solo. E qua dentro siamo in sei.

Questo, qua acino, russa fortissimo. Quello, là in fondo, ha sempre scarpe e calzini puzzolenti. Anche i miei lo sono, nella mia stanza, ma la mia puzza non puzza e non m'infastidisce. La sua non la sopporto.

Ho la nausea.

La serranda della nostra finestra non funziona bene ed entra molta luce. Mentre io sono abituato a dormire al buio totale.

Dormire è diventato un incubo uguale a quelli che faccio quando mi addormento.

A casa ho un bel cuscino gonfio. E morbido. Qua dentro è una pizza. E le lenzuola? Ruvide.

Quante notti ancora così?

Mi manca l'aria.

Suona la tromba del "Silenzio".

E si fa silenzio.

Penso ancora ai miei pesciolini.

Ed ancora non so perché.

Mi manca l'aria.

 

Faccio così fatica ad addormentarmi che quando, finalmente, ci riesco, è già ora di alzarsi. Con quella tromba nelle orecchie. Che violenza!

Ma serve per farci crescere.

Crescere?

Sì, la coda.

Mi crescerà la coda come alle bestie.

Bestie da macello. Ecco cosa sembriamo tutti nudi nei bagni.

Io sono pudico. Non mi è mai piaciuto mostrarmi nudo. Lavarmi, rasarmi, pulirmi sono operazioni intime ed intimamente importanti per me. Qua dentro non c'è intimità. Sono costretto a violare quella degli altri che violano la mia.

Mi piace fare il bagno nella vasca, con tutta calma, ed asciugarmi lentamente e con cura. Non mi piace radermi tutte le mattine perchè la mia pelle ne risente.

Quanti vizi?

Vizi?

Lavarsi e radersi intimamente e come voglio è un vizio?

Qua dentro, sì!

Mi manca l'aria.

Penso ancora ai pesci rossi di casa mia.

E mi chiedo perché.

 

Tutti in riga. Tutti sull'attenti. Tutti a riposo.

Tutti in riga. Tutti sull'attenti. Tutti a riposo.

Tutti di corsa. Tutti per terra. Tutti in piedi.

Tutti di corsa. Tutti per terra. Tutti in piedi.

Fucile alzato. Fucile abbassato. Fucile puntato.

Fucile alzato. Fucile abbassato. Fucile puntato.

Anche per oggi la Patria è salva!

Mi fanno male le mani, i piedi, gli occhi, la milza, la testa, il cuore e l'anima.

Mala Patria anche per oggi è salva !

Per merito nostro. Per merito anche mio.

Oggi sono ancora un pò più uomo.

Uomo.

Ma che tipo di uomo sono, oggi, un pò di più?

Quello che loro vogliono che sia.

Ma chi gli ha detto che voglio diventare proprio quello che loro vogliono che io diventi?

Nessuno.

Ma nessuno, qua dentro, deve dare risposte e soprattutto nessuno deve fare domande.

Penso sempre di più ai miei stupidi pesciolini rossi.

E' stupido non sapere il perché.

 

Sono molto schizzinoso, soprattutto a tavola.

La mia mamma l'apparecchia sempre con tovaglia e stoviglie bellissime e in perfetta sintonia di colori.

E come cucina bene, la mia mamma.

Qua dentro mi fa tutto schifo. Non posso scegliere cosa. mangiare nè quando mangiare. Non mi piace il formaggio sulla pasta e, qua dentro, ce lo trovo sempre già mescolato. Non mi piace la carne di nessun genere e, qua dentro, quando la servono, salto il secondo.

Quanti vizi?

Vizi?

Nutrirsi come si vuole e con quello che si vuole è un vizio?

Per la Patria, sì!

Qui si diventa uomini.

Uomini come vogliono loro, però.

Ho voglia di vomitare. E non ho mangiato niente.

Vomito. E non ho mangiato niente.

La mensa mi fa schifo.

Sono viziato, viziatissimo, schizzinoso.

Ma anche per oggi la Patria è salva!

Che stanno facendo i miei pesci ora?

E perché?

Mi manca l'aria.

 

Ora c'è riposo.

Quando a casa mi riposo (cioè sempre) mi piace dipingere. Non sono per niente bravo però è divertente, e rilassante. Qua dentro non si dipinge. Figuriamoci. Qua dentro si sta per crescere. Per imparare a vivere. A avere come vogliono loro. Senza lamentarsi e senza allontanarsi dal gregge.

Vorrei sognare.

Per scappare da qua dentro.

Non ci riesco.

Mi manca l'aria, il fiato, il respiro.

Si soffoca.

Ma sto diventando uomo.

Sto imparando a soffrire.

Sto crescendo.

Mi sta crescendo la coda.

Ancora pesci.

Rossi.

Quelli miei che stanno a casa.

Non gli cambio mai l'acqua.

 

Sono ancora fuori.

Sembriamo carcerati che corrono a prendersi l'ora d'aria. E forse lo siamo proprio.

In giro ci guardano tutti male ed anche io al loro posto lo farei e l'ho fatto.

Non so cosa fare né dove andare.

Ma sto crescendo.

E tra poco, nuovamente là dentro, nuovamente a letto, nuovamente il silenzio, nuovamente un domani uguale ad oggi ed a ieri.

Forse so perché penso continuamente ai miei pesciolini.

Mi manca l'aria.

 

"Che fai ancora davanti ai pesci? Ormai l'acqua l'hai cambiata, no? Ma mi ascoltiiiii?"

Le urla della mamma sono sempre le stesse e della stessa intensità.

Certo che ve l'ho cambiata l'acqua, brutti diavoli rossi.

Quelle bollicine significano grazie, vero?

Allora, prego!

Ciao, devo tornare in caserma.