Un po' sul fumo.......


(dal sito de "La Stampa" - Eva Pro Eva - di Maria Laura Rodotà)
Maschi mimose e sigarette.
Una mimosa per Lei e per le sue lettrici, anche se dubito potrà pubblicare il disegnino. Ma lo sapeva che in U.K. la festa della donna non esiste affatto? Che ne dice? E` segno di barbarie o civiltà, secondo Lei? In compenso oggi e` la giornata anti-fumo (no-smoking day). E contando che son sempre di piu` le donne che fumano in questo nostro Mondo Occidentale, forse è pur sempre una mini-festa della donna. Ebbene, per un giorno teniamoci cari i nostri polmoni, annusiamo mimose e costringiamo anche i nostri signori uomini a spegnere le loro cicche ed accendere invece un sorriso. In fondo, sia le sigarette che gli uomini troppo spesso pendono dalle nostre labbra... o no? <<...>>
 Elena Scialtiel

Risposta di  Maria Laura Rodotà    

Dipende dai casi. Vado a prendermi una sigaretta che l'Otto marzo mi mette ansia. In fondo, sono tossiche quanto certi uomini però silenziose, e se uno ne ha voglia in piena notte ci sono i bar notturni e i distributori automatici. Una bella comodità.

[inviato ad alcune redazioni di giornali]
La filantropia dilaga nell'associazione dei tabaccai.
La filantropia è l'amore per gli altri e interesse perché si realizzi la loro felicità.    Il filantropo è colui che prova questi sentimenti e tenta di realizzarsi concretamente: e l'Assotabacco, per voce del presidente Carlo Bassi ci sta riuscendo; sta riuscendo a realizzare la felicità dei minori, scrivendo nei pacchetti che "il fumo fa male ai minori".
Ma per essere veramente filantropici, pii e benemeriti, Carlo Bassi e l'Assotabacco stanno mantenendo nel territorio italiano migliaia di distributori automatici di sigarette per 24 ore al giorno, dove i ragazzi possono comperare liberamente le sigarette, che sono libere per tutti.
Loro continuano a vivere del commercio di sostanze che uccidono 247 italiani al giorno, e fanno pubblicità alle sigarette indirizzata esplicitamente a soggetti adolescenti (scuderia Ferrari Marlboro, Camel Trophy, Philip Morris Progetto Cinema, Marlboro Adventure, Muratti Time, Kim top line, Merit cup, ...).
Poiché molti giornalisti vivono di questa pubblicità, poiché sono compromessi, sono parte in causa e non riescono a vedersi in questo ruolo e colludono con questo processo circolare di disinformazione-morte, essi non informano le persone di un fatto oggettivo, cioè che sono in atto campagne pubblicitarie miliardarie indirizzate ai ragazzi. 
Continuo a sostenere, fino a che non leggerò un servizio sulla pubblicità alle sigarette, che un giornalista che non dà risalto a questi fatti si comporta come un giullare alla corte del Re .
Massimo D'Angeli 

Da «Corriere della sera» del 17/03/200
Iniziativa dì Assotabacco
I minori non devono fumare sigarette.Da oggi messaggio su tutti i pacchetti.

ROMA - «I minori non devono fumare» questo il messaggio che da oggi comparirà su tutti i pacchetti di sigarette venduti in Italia. La scritta è stato aggiunta su uno dei due lati, in alto. L’iniziativa è di Assotabacco, l’associazione che rappresenta le aziende produttrici italiane «e si inserisce in una più ampia e massiccia campagna contro il fumo giovanile, che ha visto l’attrice Cinzia Leone impegnata in un progetto-pilota in alcune scuole per spiegare ai minori che fumare non serve a sentirsi grandi». In Portogallo le aziende produttrici hanno lanciata una fortunata campagna di spot e manifesti. Assotabacco ha proposto al ministero della Pubblica Istruzione di estendere il progetto anti-fumo nelle scuole su scala molto più ampia, per arrivare a una vera e propria campagna di educazione a livello nazionale. Secondo alcuni studi, il 30% dei fumatori adulti comincia a fumare tra i 14 e i 16 anni. Secondo una ricerca dell’Istituto superiore di sanità, 9 bambini su 100 delle scuole media hanno già fatto qualche tirata. Da noi la vendita di sigarette ai minori è vietata dal Regio decreto del ’34. Ma la legge non viene applicata. Un messaggio non basta e, comunque, così come é formulato proprio non va. Il direttore creativo della multinazionale della pubblicità McCann Erickson, Alessandro Canale, boccia il messaggio antifumo sui pacchetti di sigarette indirizzato ai giovani definendo l’iniziativa di Assotabacco «inutile e dannosa».

(da  "La Repubblica Salute" del 13 Aprile 2000 )
CATARATTA E STRABISMO, I RISCHI AUMENTANO

Il fumo è nemico degli occhi. Non si tratta solo dell’ovvia irritazione, ma dell’azione tossica di sostanze che, inalate, inducono o facilitano malattie oculari. L’irritazione oculare colpisce anche i fumatori passivi: negli ambienti chiusi le congiuntiviti sono il disturbo più comune. Ben più preoccupanti le conseguenze dell’intossicazione: gran parte delle malattie oculari croniche più diffuse vengono facilitate o aggravate dal fumo. La nicotina restringe le piccole arterie, e il fumo aumenta la viscosità del sangue, il che facilita le tromboembolie dell’occhio. I fumatori soffrono spesso di transitorie mancanze della vista (amaurosi fugace), provocate da un ridotto calibro della carotide e da paralisi oculare (strabismo con visione sdoppiata o diplopia). Le malattie croniche più comuni dell’età avanzata, cataratta e degenerazione maculare, sono correlate alla quantità di sigarette fumate. la cataratta colpisce quasi il 20% degli ultrasessantenni: il rischio è più che doppio per i fumatori, e può essere utile l’assunzione di sostanze antiossidanti. Las degenerazione maculare senile sembra invece essere la conseguenza di difficoltà circolatorie indotte dal fumo oltre che dal cosiddetto "stress ossidativo". Il fumo costituisce un rischio straordinario di complicanze oculari in caso di ipertiroidismo ( otto volte maggiore il rischio di protrusione dei bulbi, esoftalmo) e in gravidanza (il fumo della madre raddoppia i rischi che la prole sia strabica). Infine la neurite alcolico-tabagica, malattia specifica del nervo ottico, provocata dalla tossicità combinata di alcool e tabacco: può essere prevenuta con l’apporto di vitamine B.

Giovanni Calabria, Professore Ordinario di Oftalmologia dell’Università di Genova

(da  "La Repubblica Salute" del 13 Aprile 2000 )
BAMBINI GRACILI E PREDISPOSTI AI MALANNI:

Dieci sigarette al giorno sono sufficienti per partorire un bambino sottopeso anche del 40% rispetto ai figli delle madri non fumatrici, e, soprattutto, il più soggetto a patologie infettive, emorragiche, neurologiche e alla morte. Serve anche a poco, ma non è ovviamente inutile, smettere di fumare appena si resta incinta, perché le arterie sono già meno elastiche, e la placenta sarà meno ricca di vasi sanguigni. Stesso discorso per l’allattamento: con il latte "passano" al bambino sostanze che possono provocare tachicardia e vasocostrizione: "E’ come sottoporre il neonato ad un lavoro cardiovascolare ben maggiore di quanto possa sopportare", spiega la ginecologa Maria Bellotti, responsabile del centro diagnosi prenatali della clinica Ostetrica e Ginecologica dell’ospedale San Paolo di Milano. Dunque bambini sottopeso o, che si è costretti a far nascere prima, visto che non riescono più a crescere perché la placenta della mamma non li nutre a sufficienza. "Non sono provate incidenze maggiori per anomalie genetiche o danni nel corso della formazione agli organi", precisa Bellotti, "ma sono invece documentati problemi di crescita correlati al numero di sigarette. Se la madre fuma più di dieci sigarette al giorno, per effetto della vasocostrizione, avrà delle alterazioni nell’irrorazione della placenta, di conseguenza diminuisce l’afflusso di sangue al feto, che non riesce a crescere come dovrebbe. Il rischio di sofferenza fetale non è legato comunque solo al peso, ma alla deprivazione di ossigeno agli organi vitali, cuore, cervello in primo luogo. Oltre che quelle immediate, si è scoperto che il, fumo della madre provoca anche danni a lunga durata. Molti problemi quali l’ipertensione e le patologie cardiovascolari da adulti, sono legate alla riduzione di ossigeno in utero e al basso peso alla nascita."

FUMO PASSIVO
Per la prima volta in Italia, una Procura decide di chiedere il rinvio a giudizio del datore di lavoro (in questo caso due dirigenti della banca 'Paribas') per omicidio colposo di una dipendente: l'ipotesi e' che il fumo passivo respirato in ufficio abbia concorso alla morte dell'ammalata di asma cronico e di allergia a fattori ambientali e alimentari.

Fumava indagato per molestie
Chi fuma procura una molestia paragonabile a quella di una ciminiera e dunque punibile ai sensi dell'articolo 674 del codice penale. E' una delle tesi d'accusa elaborate dal Procurate di Savona Vincenzo Scolastico, che ha indagato un fumatore per molestie oltre che per lesioni a un'altra persona.
Scolastico ha indagato un socio dell'Unione Nazionale mutilati per servizio, la base dell'esposto ricevuto da un altro membro della stessa Associazione Giovanni Sala. Quest'ultimo sostiene di aver subito alcuni attacchi d'asma a causa del fumo di sigaretta inalato durante le riunioni. Sala sostiene di aver chiesto più volte al Socio di smettere, ma non di essere stato esaudito. Scolastico ha indagato il fumatore per lesioni. Ma la novità giuridica h che contro il fumatore e' scattata anche l'indagine ai sensi dell'art.674, che parla anche di emissioni di fumo atte a cagionare molestie. In sostanza il magistrato sostiene che, allorquando in un luogo pubblico o privato ma di uso comune, a una persona che fuma viene richiesto di smettere e non lo fa, questa causa una molestie punibile (art.674) da un'ammenda fino a 400.000 mila lire o dall'arresto fino ad un mese.

TUMORI, SEMPRE FUMO IL KILLER
E' sempre il fumo (attivo o passivo) il killer numero 1 nei tumori tra gli uomini (lo sta diventando anche tra le donne): al tabacco gli oncologi attribuiscono l'85% delle morti per tumore al polmone, il 30% circa di quelle totali. Un insuccesso rispetto ai risultati nella lotta contro altri tumori come quello al seno. Il calo della mortalità, infatti, e' da attribuire alla diagnosi precoce, che per il tumore al polmone ancora non e' possibile.